■ infn ■ → #editoria
”[…] Quella specifica, “blogger”, apparentemente modesta apposizione, è in realtà un’affermazione potente della casa editrice. Alberto Asor Rosa è spogliato dal suo mestiere non perché non serva ricordarlo, ma perché il suo mestiere non gli è più di nessun aiuto. Quel “blogger” sottintende un trionfante “qui, malgrado lo sia, proprio perché lo è”, e forse anche un “alla faccia tua”.
Sino a pochi anni fa l’assenza di specifica professionale accanto al nome di Asor Rosa, sarebbe stato a significare e a misurarne l’autorità. Qui invece quel vuoto, speculare allo squillante “blogger” che accompagna Cuffia, significa solo che quell’autorità è finita, che dell’autorità non si vuole più aver bisogno.
Che l’Einaudi non ha più bisogno di quell’autorità, perché il mercato fornisce da solo, gratuitamente, il sostegno ai prodotti che gli vengono proposti, senza più mediazione.
In questo, cambiano i tempi. Se prima della rete il meccanismo di seduzione finalizzato al desiderio dell’acquisto era a senso unico dal produttore al consumatore, ora è attivo nei due sensi, ed è lo stesso consumatore che produce consenso e carica su di sè una parte dei costi del produttore. […]”
2 Apr 2012 / 0 note / einaudi noemi cuffia asor rosa editoria