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”[…] uno degli elementi centrali nell’editoria è sempre stato il costo di produzione dei libri. E se il costo di produzione dei libri si abbassa senza che cali proporzionalmente anche il valore di vendita, ci saranno più soldi da dividere tra l’editore e l’autore e gli affari saranno più prosperi. Insomma il potenziale per rinvigorire il mercato c’è. La domanda è: quale sarà la risposta degli editori a tutto questo, e, offriranno una retribuzione adeguata agli autori, con l’incremento delle edizioni digitali? Non credo che siano ancora abbastanza lungimiranti per assicurarsi la continuità del proprio ruolo di editori sia cartacei che digitali, ma credo che ci arriveranno.[…]”
2 Apr 2012 / 1 nota / andrew wyle rivista studio
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”[…] Penso che nei prossimi anni dovremo cercare di resistere alle richieste delle catene e dei commercianti quando spingono per la quantità piuttosto che la qualità e soprattutto quando queste richieste sono in diretta opposizione ai bisogni degli autori e delle case editrici. L’arrivo di Amazon fu fondamentale in questo senso, perché Amazon nacque con un modello Borgesiano di libreria, in cui ogni singolo libro dell’autore, inclusi i suoi primi lavori, le opere minori o “dimenticate”, avevano la stessa importanza. Ogni libro aveva la sua pagina. Ma ho paura che Amazon stia lentamente cambiando questo modello. […]”
2 Apr 2012 / 0 note / andrew wyle rivista studio
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”[…] Devi essere internazionale. Devi prestare attenzione a tutto il catalogo di un autore. Devi vedere il valore sulla lunga durata. E, se guardi la storia dell’editoria e della letteratura, devi capire che, fondamentalmente, il valore di Shakespeare è maggiore del valore di Danielle Steel. […]”
2 Apr 2012 / 0 note / andrew wyle einaudi rivista studio
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”[…] Penso che, tutto sommato, alla faccia di difficoltà economiche importanti che hanno danneggiato quasi tutte le industrie del vostro paese, la vostra editoria sia in una posizione relativamente buona. Carlo Feltrinelli sta facendo cose eccitanti e si sta espandendo in maniera interessante. E compagnie minori, come ad esempio la Sellerio, stanno facendo un ottimo lavoro. Penso che la posizione assunta da Einaudi sotto Gianni Ferrari—quella di comprare un numero di grandi autori internazionali, da Ian McEwan a Philip Roth, e di riposizionarsi come l’editore letterario d’elite del gruppo Mondadori—sia stata vincente. Un ritorno, se vuoi, a quello che faceva l’Einaudi con Italo Calvino. Penso che quella posizione sia tenuta d’occhio, con molto interesse, da un buon numero di case editrici anche internazionali. E penso che, alla fine, sia una rivendicazione della cultura “alta” in Italia, una cultura estremamente energetica, per quanto gli italiani amino lamentarsene. E questo alla faccia di una cultura popolare—specialmente televisiva—di un livello infimo. […]
2 Apr 2012 / 0 note / andrew wyle einaudi editoria